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L'Isola Bouvet (in norvegese Bouvetøya) è un'isola disabitata alle dipendenze della Norvegia e situata nell'oceano antartico, ed è considerata una delle isole più remote del pianeta.

Da sapere

Cenni geografici

Ghiacciaio sulla costa occidentale dell'isola. Nell'immagine sono visibili le rocce annerite dall'attività vulcanica

Ghiacciaio sulla costa occidentale dell'isola. Nell'immagine sono visibili le rocce annerite dall'attività vulcanica (Foto: François Guerraz, CC BY-SA 3.0)

L'isola Bouvet è un'isola vulcanica sub-antartica, a sud-sudovest del capo di Buona Speranza (Sudafrica) ed è quasi interamente coperta da ghiacciai. I ghiacciai formano uno spesso strato di ghiaccio che si getta con alte pareti nel mare o sulle spiagge nere di sabbia vulcanica. Inoltre, i 29,6 km di costa sono spesso circondati da spesse patine di ghiaccio. Il punto più alto dell'isola è chiamato Olavtoppen e si trova a 780 metri sul livello del mare.

La località abitata più vicina è Cape Agulhas in Sudafrica, situata a circa 2.200 km a nordest dall'isola.

Cenni storici

L'isola venne scoperta dagli esploratori francesi nel 1739, ma è una dipendenza territoriale norvegese dal 27 febbraio 1930.

Lingue parlate

Dato l'assenza di abitanti, si può affermare che sull'isola non sia parlata alcuna lingua.

Cultura e tradizioni

L'isola rappresenta una riserva naturale di grande importanza biologica. Nel suo ecosistema si possono ritrovare circa sei specie endemiche di ascomiceti, una grandissima comunità di pinguini, e altri uccelli di svariate specie, e altri mammiferi marini come le orche, balene, leoni marini e foche. Inoltre, per la sua grande biodiversità di volatili, l'isola è stata classificata come Important Bird and Biodiversity Area.

Come arrivare

Dal momento che l'intera isola è una riserva naturale, è probabile che venga negato il permesso di ingresso nel caso in cui lo scopo della visita sia solo turistico, anche se di solito è molto difficile trovare qualcuno all'ufficio immigrazione norvegese sull'isola pronto a rifiutare l'entrata nel territorio dell'isola. Se però si vuole in ogni modo raggiungere questo luogo remoto, la soluzione migliore è informarsi sulle spedizioni di ricerca programmate a Bouvet, e richiedere di poter farne parte. Se si sarà in possesso di qualità utili, come capacità di pilotaggio di elicotteri o di primo soccorso, o delle conoscenze pertinenti di biologia o geologia, sarà sicuramente più facile essere accettati nelle spedizioni.

In aereo

Nonostante la difficoltà, è possibile raggiungere l'isola per mezzo di elicotteri ed è consigliabile che questi decollino da piattaforme navali a causa delle forti correnti marine.

In nave

Sull'isola non ci sono porti né approdi. L'unica soluzione sono gli ancoraggi al largo, ma in ogni caso, l'isola è difficile da raggiungere. Recarsi sul luogo con imbarcazioni leggere potrebbe rivelarsi molto pericoloso a causa delle correnti marine.

Come spostarsi

L'area interna dell'isola è quasi del tutto inaccessibile.

In nave

È possibile spostarsi lungo la costa con la propria imbarcazione

Cosa vedere

Foto storica degli esploratori norvegesi a Capo della Circoncisione in una baracca segnata con la bandiera nazionale della Norvegia (Foto: Bjarne Aagaard (1873–1956), Public domain)

  • Capo della Circoncisione. Penisola che servì come base di ricerca per le spedizioni norvegesi dal 1928 al 1929.

Foto storica he mostra una veduta aerea del promontorio Valdivia (Foto: K. H. Johansen, CC BY-SA 3.0)

  • Capo Valdivia.
  • Stazione meteorologica.

Cosa fare

  • Costeggiare la costa dalla stazione meteorologica a Capo della Circoncisione. La distanza è di circa 1,57 km in linea d'aria, ma le coste scoscese e rocciose dell'isola potrebbero rendere l'esperienza difficoltosa e rischiosa.
  • Osservare a debita distanza la fauna del luogo. L'isola presenta infatti un microclima molto particolare, ricco di organismi viventi tipici dell'area antartica, più alcune specie endemiche.

A tavola

Non sono presenti attività commerciali di nessun tipo sull'isola, è quindi necessario che ogni visitatore sia autosufficiente, dotato quindi di risorse alimentari e acqua a sufficienza per affrontare il viaggio.

Sicurezza

Sull'isola non esistono sistemi di primo soccorso o assistenza sanitaria, è necessario che i visitatori siano quindi autosufficienti. Gli ospedali più vicini sono di fatto quelli nella zona meridionale del Sudafrica o, se si è fortunati, nelle basi scientifiche antartiche.

Altri progetti

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